Indignato

Premesso che sono indignato pure io. Premesso che pure io non vedrò la pensione. Premetto anche che vado in manifestazione ogni volta che posso. E allora perché cazzo mi avete fatto sentire felice di essere rimasto sabato a lavorare al mio call center?

La moschea a Milano serve, eccome!

Una cosa non si capisce: sulla vicenda della moschea per Milano c’è un rimpallo, uno scaricabarile, tra Pisapia e la Moratti. Possibile che nessuno dei due abbia, non dico la statura politica, ma quanto meno la serietà di dire una cosa ovvia: non esiste nessuna grande città occidentale di livello internazionale che  non abbia una moschea o un luogo equivalente. Tanto più utile se si vuole ospitare un evento di portata mondiale come l’Expo.
La Moratti è stata presa a schiaffi dal suo elettorato perché cresce sempre di più la percentuale di elettori moderati che si sono stufati (per usare un eufemismo) di amministratori di condominio e di leghisti urlanti che pensano a Milano come fosse Osio sotto. La questione della moschea sarebbe una ottima occasione anche per il Pdl per rimettere la Lega al suo posto e far prevalere la logica liberale. Il problema è:  c’è qualche liberale ancora nel centrodestra? Se sì batta un colpo.

Venga in Italia, signor barone

Caro barone Karl Theodor zu Guttenberg,
suvvia non se la prenda. Oggi è una giornata nera per Lei. Dimettersi per aver copiato una tesi di laurea dalla carica di ministro della Difesa del governo tedesco non è bello. Lo immagino. Però, guardi, le posso assicurare che visto da qui, il suo gesto, pur costretto da una campagna di stampa veemente, induce persino a una certa accondiscendenza, a una vicinanza partecipata.

Da forum.politicainrete.net

Sa, caro signor barone, qui da noi, di recente, quando si è dimesso un ministro lo ha fatto per vendicarsi e poi far cadere il governo (e quindi venire rieletto al parlamento europeo nelle fine dell’opposizione divenuta nel frattempo maggioranza); oppure perché aveva insultato un tecnico dell’esecutivo che chiedeva una scorta, poco prima di venire ucciso dai terroristi delle Brigate rosse. Fine. E soprattutto non sia mai dimettersi perché si ruba o si è beccati a imbrogliare le carte. In Italia attaccano subito i cori dei garantisti per i quali bisogna attendere i tre gradi di giudizio e poi forse…. Forse lei non lo sa ma la media italiana per ottenere una sentenza definitiva è 10 anni.

Venga in Italia, signor barone. Qui troverebbe di sicuro uno Stracquadanio o un La Torre che la difenderebbero a spada tratta in televisione, immolandosi e facendo fare ai giornalisti la figura (considerata pessima da queste parti) degli inquisitori. Le dirò di più. Qui nel Sultanato, nessun ministro dello stesso governo, per di più compagno di partito, si sarebbe permesso di pugnalarla alle spalle dicendo pubblicamente di vergognarsi di Lei come ha fatto invece la signora Schavan. Qui sarebbero stati tutti solidali, stretti a coorte, ben sapendo che sotto le stelle di Roma tutto si dimentica. Read the rest of this entry

Libia, Tunisia, Egitto: è Internet la bandiera della libertà

Nel dopoguerra a issare la bandiera della libertà erano le portaerei americane (ok, qualcuno ahinoi la vedeva anche sui missili Sputnik). Oggi la rivoluzione nel mondo arabo dimostra che non sono più le armi a portare la libertà, ma la Rete.

Come si spiega altrimenti la voglia degli insorti di mettere su youtube i video della rivolta? O di fare una cronaca in tempo reale delle manifestazioni via twitter usando  i telefoni cellulari? La risposta sta negli effetti della globalizzazione che hanno prodotto un nuovo monumento alla libertà, Internet. Read the rest of this entry

Una postilla sulla fiducia a Berlusconi

Sì d’accordo, il Bunga Bunga (maiuscolo mi raccomando). Lo so, Putin non è bello come Obama. Certo, i rifiuti a Napoli non sono mai spariti (vero, Iervolino?). Però c’è qualcuno che può in tutta onestà pensare che un governo Casini o peggio Tremonti sostenuto da una pletora di vecchi arnesi sia un passo avanti? Read the rest of this entry

Domenica del Sole: evvabbè, contano i contenuti

Uff, non si può saltare una settimana che ti si ribalta il mondo. Anche la Domenica del Sole 24 Ore ha cambiato formato. Una sola cosa da dire: purtroppo anche Riotta si è piegato.
Sì che i conti in questi tempi di crisi sono in rosso per tutti, però col nuovo formato la Domenica è diventata una “vivimilano” qualsiasi, perdendo quella eresia del formato grande, antico. Di quando i giornali ancora contavano qualcosa.
Che peccato.

Grande idea: rottamare il Pd

Vabbè, Renzi ci è sempre piaciuto. Sin dai tempi in cui fottendosene dei baroni del suo partito si presentò alle primarie e la mise in quel posto ai candidati di Veltroni e D’Alema. Vabbè, che poi se uno lo guarda dal panorama triste e desolante del Pd in Lombardia e specialmente a Milano, il sindaco di Firenze sembra un marziano. Come dire: è lui l’Ibrahimovic del centrosinistra.
E perché ci piace da oggi ancora di più? Perché in una intervista a Repubblica ha detto una cosa semplice, sacrosanta e che soprattutto pensano tutti gli elettori del centrosinistra che non abbiano una tessera (ma forse anche molti dei tesserati): Bersani, D’Alema, Veltroni, Turco, Bindi, Franceschini, Fioroni “sono da rottamare”.  Sì, sì, avete capito bene: rot-ta-ma-re! Read the rest of this entry

E’ dura fare i giornalisti con l’aggiuntina

Il post di Bersani sulla sua pagina Facebook alle 10.30 di sabato

Soprattutto quando ci sono di mezzo i politici. Ultimo caso a Repubblica: oggi a pag. 6 pubblica un bel taglio basso “Finalmente Pierluigi (inteso come Bersani)” “Facce vecchie” la lettera del segretario buca il web Dal sito dei Democratici a Facebook migliaiai di commenti alle proposte del leader del partito”.
A parte che un titolo così poteva stare tranquillamente sull’Unità togliattiana, bisogna dire che suona in parte falso. O quanto meno eccessivamente benevolo. Soprattutto riferito all’attacco del pezzo: “Su Facebook piace a più di 200 persone” riferito alla lettera che Bersani ha scritto a Repubblica sul “nuovo Ulivo” e poi riportata in un post sulla sua pagina ufficiale di Facebook.  Il che mi è subito suonato strano: a ben vedere, 200 Mi piace su Facebook sono nulla per un personaggio famoso: un vero flop altro che bucare il web.
Così  sono andato a controllare se fosse un errore di stampa, almeno uno zero in più ci sarebbe voluto,  e sorpresa:  a 200 non ci sono nemmeno mai arrivati. Come l’Alt+Stamp della schermata fatta oggi, sabato alle 10:30, dimostra (cliccarci sopra per ingrandirla)  i Mi piace sono soltanto 181, ergo per arrivare a 200 c’è voluta una aggiuntina del 10%.
Ora, nessuno pensi che queste cose accadano soltanto a Repubblica, anzi. Succede ad ogni giornalista e su qualsiasi testata, di destra o di sinistra, di dover edulcorare un flop di pubblico trasformandolo in un quasi-successo.  Specie quando c’è di mezzo un politico. Basta aver visto qualche puntata di Striscia per saperlo. La domanda però è: ma non c’era davvero un altro modo per riempire la pagina che non questo mezzo tarocco? Chessò: la pubblicità di una scuola di giornalismo….

C’è ancora speranza

E’ notizia di oggi che per questo Paese c’è ancora speranza, se esistono persone chesi ribellano a vivere in questa discarica a cielo aperto chiamata Italia  e che soprattutto si ribellano alla maleducazione imperante.
Siamo nell’Imperiese a Riva Faraldi, frazione di Villa Faraldi:  un uomo non ha accettato che un tizio gettasse per terra un bicchierino di plastica e ha reagito prendendolo a badilate e mandandolo all’ospedale con prognosi di diciotto giorni.  Ora è chiaro che mandare all’ospedale una persona per un bicchierino è del tutto sbagliato. Ma di questo si occuperà la giustizia visto che l’uomo è stato denunciato per lesioni. Read the rest of this entry

Vergognarsi di essere italiani/1

Riprendiamo l’aggiornamento. Ieri ero al centro commerciale di Carugate, nel Milanese o Monzese non so più come sono messi con le province, e come qualche volta capita ho avuto bisogno del bagno. Sono andato e uscendo ho sentito una donna tedesca dire al suo amico italiano: “Non capisco perché in Italia le toilette debbano sempre essere un disastro!“.  E lui visibilmente imbarazzato non ha potuto fare altro che ammettere: “Perché siamo degli incivili”.  Mi sono vergognato anche io. Read the rest of this entry

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